EDELWEISS STORY
Il Gruppo Sportivo Dilettantistico Edelweiss Pallacanestro Albino (che in tedesco significa Stella Alpina) “nasce”nel lontano 1961 dall’idea di costituire una squadra di pallacanestro all’interno della struttura del convento delle suore di S. Anna, allora sede dell’oratorio femminile, idea supportata da Mosè Birolini (professore di ginnastica), Fernanda Casari, (animatrice dell’oratorio), il parroco don Antonio Milesi ,Dino Bianchi che si propone come allenatore, a da un discreto numero di ragazze.Vedi galleria foto storiche
Per i primi due anni ci si muove all’interno dell’allora campionato Fari (prima a Chiavari e l’anno successivo a Brescia), ed i risultati ottenuti nel confronto con altre realtà cestistiche come Roma, Cagliari e Brescia stessa convincono il gruppo di amici ad effettuare l’affiliazione alla Federazione Italiana Pallacanestro, decretando così la nascita ufficiale della Società, avvenuta nel 1963 con il codice F.I.P. 000182 .Già in quell’anno la squadra, che disputa il primo vero campionato della sua storia, in Prima Categoria, si comporta ottimamente, sfiorando la promozione che le neroverdi, i colori sociali di allora,conseguono l’anno successivo .Le partite “interne”si disputano sul campo all’aperto del convento di S.Anna, con il fondo in cubetti di porfido visto che la “palestra” è in realtà uno stanzone del convento con a disposizione lo spazio per un solo canestro. Vedi galleria foto storiche. Nel 1965, il G.S.D. Edelweiss affronta il suo primo torneo di Promozione al termine del quale ottiene un lusinghiero quarto posto. Sull’onda dell’entusiasmo creatosi all’interno dell’oratorio il gruppo si allarga:molte ragazzine, anche giovanissime decidono si avvicinarsi alla pallacanestro. Questo permette, ed obbliga la costituzione di un settore giovanile che sarà la carta vincente negli anni a venire fornendo un continuo ricambio di atlete in prima squadra.
Siamo arrivati al 1972: a soli dieci anni dalla nascita l’Edelweiss vince il campionato di promozione
ottenendo così il diritto di disputare il primo campionato nazionale di serie B, mentre la ragazzine conquistano sul campo la partecipazione alla fase finale allieve dei Giochi Della gioventù a Roma
Il campionato 1972/73 vede un’Edelweiss trepidante fare capolino in una competizione a livello nazionale con l’obiettivo dichiarato della salvezza, ma sorprendentemente la giovanissima formazione di Albino si piazza al quarto posto finale! Un campionato di questo livello comporta lo spostamento per le partite interne al Centro Sportivo Italcementi di Bergamo data l’inesistenza di palestre omologabili all’interno del paese di Albino. L’anno successivo la compagine ottiene addirittura il secondo posto finale nella cadette ria. Nonostante ciò iniziano ad insorgere i primi problemi di carattere economico/organizzativo: il campionato di serie B è troppo dispendioso per
le casse dell’Edelweiss, le trasferte sono troppo lunghe per delle ragazze dilettanti che hanno anche problemi nella gestione degli orari di allenamento ed una parte di esse annunciano l’abbandono dell’attività. Abbandonano anche l’allenatore, da qualche anno Silvano Carrara che nel frattempo era subentrato a Dino Bianchi trasferitisi per motivi di lavoro e parte del gruppo fondatore. Si rischia lo scioglimento ma ciò non avviene grazie all’interessamento di Franco Bidasio e Mario Birolini che iscrivono la squadra in extremis ed assumono la carica di presidente e vicepresidente Come sempre nelle società dilettantistiche il supporto dato dai genitori delle atlete diventa indispensabile ed è grazie a loro se ancora oggi siamo una realtà cestistica ben radicata sul territorio albinese e ad oggi anche alcune loro nipoti calcano il parquet del palazzetto dello sport di Albino.
L’annata sportiva 1974/75 ci vede dunque ancora ai nastri di partenza della serie B con una squadra giovanissima, affidata a Gaetano Salemi (già allenatore delle giovanili) che con la collaborazione di Tiziano Fasoli e di Giuseppe Madaschi. predispone attorno all’unica “veterana” rimasta, Carrara Lucia, ventenne, le sedicenni Suardi Gioela, Birolini Antonella, Carrara Angela, Carrara Alda, e le quindicenni Bidasio Monica, Cugini Sara, Cugini Elena, Suardi Nicoletta, Morbi Mariarosa, Pezzoli Daniela ed Azzola Silvia Contro ogni più rosea aspettativa la squadra disputa un eccellente campionato, e solo in dirittura finale sfuma il sogno di una promozione in serie A La simpatia manifestata verso questa giovanissima squadra ci porta alla ribalta nazionale con articoli sulla stampa rosa ed un invito alla partecipazione ad un torneo tutto spesato nella capitale.Purtroppo a fine anno (75) scompare il presidente Franco Bidasio ma quanto fatto nel breve periodo della sua presidenza è stato determinante per
